Gustovagando

La Vastedda della Valle del Belice, un formaggio nato per errore e diventato un prodotto DOP.

Vastedda

di Silvia Montalbano

Formaggio dal colore bianco avorio e dal sapore dolce, fresco, con un gusto lievemente acidulo ma mai piccante. La Vastedda della Valle del Belice ha ottenuto la Denominazione d’Origine Protetta (DOP) dall’Unione Europea.

La Vastedda è conosciuta come l’unico formaggio di pecora a pasta filata italiano. La sua particolare lavorazione lo rende leggero e digeribile, diminuendo la massa grassa presente e mantenendo invariati i livelli di proteine, vitamine e sali minerali.
Le radici di questo particolare formaggio appartengono alla Valle del Belice. Questa si trova nella parte sud-occidentale della Sicilia e ospita il bacino del fiume omonimo che si estende tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento.

Le prime notizie di questo particolare formaggio si hanno dalla fine del XV secolo. In un documento d’archivio del 1497 il viceré di Sicilia cita tra gli altri formaggi del Belice la vastedda.
È un formaggio prodotto con il solo latte di pecora, nato da un errore avvenuto durante la lavorazione del latte.
Si narra che un antico casaro siciliano mise la pasta nelle fuscelle, i caratteristici contenitori di giunco. Il latte però inizio ad inacidirsi a causa del caldo, e l’antico casaro nel tentativo di porvi rimedio immerse il latte in acqua calda, come per la ricotta. Grazie a quella particolare mossa la pasta iniziò a filare, e posta in seguito in un piatto e raffreddata, prese la caratteristica forma a focaccia.
Fu così che nacque la prima forma di Vastedda, un errore trasformatosi in delizia per i nostri palati. Il nome deriva infatti dal dialetto vasta, cioè guasta, andata a male.

Oggi la Vastedda è un formaggio straordinario per fragranza, suadenza e intensità gustativa. Va consumata freschissima, dopo qualche ora dalla formatura è già pronta per il consumo.
La produzione è ammessa dal disciplinare solo in 17 comuni della Valle del Belice, e viene prodotta principalmente nei mesi estivi, nel periodo che va da maggio a ottobre.
Le dimensioni del diametro sono comprese tra i 15 e i 17 cm con 3-4 cm di altezza. Date queste dimensioni il suo peso è compreso tra 500 e 700 gr. La superficie si presenta priva di crosta, liscia e di colore bianco avorio. La pasta è di colore bianco, liscia e non granulosa talvolta presenta accenni di striature dovute alla filatura artigianale.

Il modo migliore per gustarla è tagliarla in grosse fette e condirla con olio extravergine di oliva siciliano, pomodoro e origano, ma può anche essere utilizzata come ingrediente di alcuni piatti locali, ad esempio il tipico pane cunzato.

Il primo Network in franchising di quotidiani online

Copyright © 2015 La Gazzetta Agrigentina. BLOG del gruppo 3D Editori Srls. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email all’indirizzo direzione@lagazzettagrigentina.it. Saranno immediatamente rimossi. L’autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Scarica l'App de LaGazzettAgrigentina.it

Copyright © 2015 La Gazzetta Agrigentina

In alto