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Scoperto arsenale nell’Agrigentino, arrestato infermiere

Alcune armi erano nella sua abitazione usuale. Altre, la maggior parte, erano nella casa di campagna. Ed alcune erano state interrate, per non essere trovate. Sono durate per circa 12 ore le perquisizioni compiute dai carabinieri della tenenza di Favara e dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Agrigento. E dopo la scoperta di un maxi arsenale, i militari dell’Arma hanno arresto un insospettabile: un infermiere Amedeo Caruana, 50 anni di Favara (Ag). Sono state sequestrate 4 pistole di diverso calibro, 3 mitragliette, un moschetto calibro 9, due carabine, una bomba a mano, una granata, 8 mila cartucce, decine di silenziatori e caricatori per pistole mitragliette, vari strumenti per alterare le armi e strumenti per fabbricare le munizioni, una maschera antigas, un giubbotto antiproiettili e numerosi accessori per armi. Le armi sequestrate saranno inviate al Ris di Messina per accertare se siano state già utilizzate.

Le investigazioni ulteriori ci daranno contezza di cosa abbiamo trovato e a cosa servivano le armi che abbiamo trovato. In questo momento registriamo la grande soddisfazione di avere tolto dalla strada armi micidiali, pronte all’uso ed in perfetta efficienza”. Lo ha detto il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, a margine della conferenza stampa per illustrare l’operazione che ha condotto all’arresto di un insospettabile: Amedeo Caruana, infermiere cinquantenne di Favara (Ag). “Questa operazione è il frutto della costante presenza sul territorio dei carabinieri, in una realtà difficile qual è Favara”, ha sottolineato Patronaggio. A Favara, da diversi mesi ormai, si registrano omicidi e tentati omicidi. Favaresi sono stati uccisi anche a Liegi in Belgio. Nelle scorse settimane, l’amministrazione comunale, la chiesa ed i cittadini erano scesi in strada, con una lunga marcia, per ripudiare mafia e criminalità. Il sindaco Anna Alba, dopo l’ultimo tentato omicidio, aveva anche chiesto al ministro Minniti un potenziamento delle forze dell’ordine presenti sul territorio.

Dopo gli ultimi fatti, omicidi e tentati omicidi, verificatisi a Favara, il nostro obiettivo è stato ed è quello di contrastare la presenza ed i traffici di armi e munizioni sul territorio. L’attività è stata svolta in particolar modo su questo cinquantenne. Ed a lui siamo arrivati monitorando vari soggetti e con servizi di osservazione”. Lo ha ricostruito il tenente colonnello Rodrigo Micucci, a capo del reparto operativo dei carabinieri di Agrigento, durante la conferenza stampa per illustrare il rinvenimento dell’arsenale a Favara. “Alcune sono armi di fabbricazione italiana, alcune sono armi clandestine quindi con matricola abrasa, altre sono alterate – ha proseguito il tenente colonnello Micucci – . E’ stata significativa la presenza di dispositivi di armamento e di strumenti che servono per confezionare cartucce o modificare e alterare le armi stesse. Non solo armi, ma un vero e proprio laboratorio. Alcune armi – è proseguita la conferenza stampa – erano occultate in tubi cilindrici interrati”.